Fulmini,tempeste e condizioni meteo avverse…

•giugno 11, 2010 • Lascia un commento

Il temporale,il vento che soffia,cieli tempestosi,grandine,lampi e tuoni.L’arcobaleno,l’acquazzone che viene,l’acquazzone che va.

Freddo.Ghiaccio,temperature polari,tempeste di neve.

Adrenalina.

Sono sempre stato affascinato dai fenomeni metereologici.Fin da piccolo.Da sempre osservo stupito, ammiro e rincorro tutto cio’ che la natura ci puo’ offrire,compresi quei fenomeni che in tanti reputano avversi,antipatici e pure pericolosi.In effetti lo sono,o almeno possono esserli, ma solo finchè non impari a conoscerli, a temerli e a rispettarli.

Un temporale,una precipitazione piovosa ,una nevicata….chi di noi non si e’ mai fermato ad osservare la pioggia cadere intensa e copiosa,chi non si è ritrovato alla finestra nel cuore della notte ad osservare la neve cadere abbondante?I lampi,i tuoni…

Per me non e’ abbastanza:guardo il cielo,vedo il lampo e, come l’atmosfera,mi elettricizzo!Spesso mi sono ritrovato solo in macchina a rincorrere il temporale,spesso mi sono ritrovato solo in macchina a rincorrere la quota neve,spesso mi sono ritrovato zuppo d’acqua nel bel mezzo di un’acquazzone,e spesso mi sono ritrovato con la fotocamera al collo cercando per ore ed ore di immortalare lampi,fulmini e saette.

12agosto2010: Fireworks

Libellule

•maggio 28, 2010 • 1 commento

Sono state molto studiate le libellule, nientemeno che dagli ingegneri dell’aeronautica. Sono incredibili le loro capacità di volo, considerandone le dimensioni; nessun uccello, nessuna macchina volante inventata dall’uomo può
minimamente avvicinarsi alle loro prestazioni.

Piccole creature dal fascino incredibile…adoro restare ad osservarle sulle sponde di uno stagno,sulle rive di un fiume, e cercare di immortalarle con la mia macchina fotografica.Io , immobile per ore in mezzo ai canneti, o steso su un prato,o nascosto tra la vegetazione, aspettando il momento giusto da cogliere.Loro che volano avanti e indietro,sole o in coppia, danzano,planano,si fermano e si fanno guardare.Sembrano piccoli folletti, o delle fatine,con le loro zampe  e i loro occhi grandi…

In principio fu la S.I.P.E

•maggio 17, 2010 • 3 commenti

Era freddo quella mattina di Gennaio.Ancora buio,quando all’alba,zaino in spalla e D90 al collo(nuova fiammante ancora da “spianare”,come diciamo a Bologna) mi avvicinai per la prima volta a quella che sarebbe diventata “una bella malattia”…Io e Simone,in perlustrazione da giorni in cerca di un’accesso,con in testa un solo pensiero e al collo le nostre macchine fotografiche nuove.Dovevamo entrare.

I campi,il fango e l’erba bagnata di quella mattina fredda di gennaio,subito la sensazione che cio’ che stiamo facendo puo’ essere qualcosa di piacevole.Le prime luci ci fanno scorgere l’accesso:entriamo, e ,tutto sommato, e’ stato piu’ facile del previsto.Ci facciamo largo tra la vegetazione,i primi capannoni di quella che era una importante fabbrica di esplosivi ed il primo,improvviso sorprendente sussulto.Poteva essere la foto del secolo, se avessimo avuto la prontezza di riflessi necessaria in questi casi, ma e’ solo l’inizio e non siamo per nulla preparati:una bella famiglia di caprioli,5 o 6 capi, si fanno largo tra gli arbusti che si sono ripresi cio’che l’uomo aveva costruito e poi abbandonato.Impauriti:l’area dev’essere abbandonata da un po’ se persino gli animali selvatici hanno ripreso a frequentare la zona…

Ci siamo:siamo dentro, davanti a noi il primo capannone.Adrenalina a palla,entriamo.

E’ subito magia:l’aria fresca,il silenzio,la luce ancora fioca,la paura di quello che e’ e di quello che potrebbe essere.I nostri passi rimbombano,riecheggia il rumore delle macerie che smuoviamo ad ogni nostro movimento.Osserviamo,in silenzio chiedendoci cosa fosse qualche anno fa tutto cio’.Immaginiamo,fantastichiamo e soprattuto fotografiamo.Siamo solo all’inizio, e si vede: Simone non ha nemmeno il cavalletto e scatta senza avere il controllo di cio’ che fa.E’ la prima volta che prende in mano una Reflex,ed e’ la prima volta che si avventura in luoghi simili.Io ho il cavalletto, ma la mia D90 e’ un’oggetto ancora sconosciuto,comprata la settimana prima con i soldini di Papa’ Natale.Scattiamo, scattiamo, scattiamo.Per la legge dei numeri, qualcosa dovra’ pur saltar fuori di buono!

Luci,ombre,colori.Polvere,macerie,degrado.Tutto e niente;cio’ che era e cio’ che e’.Cio’che sara’ non sara’ piu’la stessa cosa,non sara’ cio’ che e’ stato o addirittura non ci sara’ piu’.Butteranno giu’ tutto:un  centro commerciale?Una nuova zona residenziale?Di sicuro rimarranno queste foto,il ricordo di quel giorno,i pensieri e le sensazioni.Di sicuro la fine della S.I.P.E. e’ l’inizio della mia passione verso l’ABBANDONO.

Just me…and my pictures

•maggio 14, 2010 • 1 commento

Raffaele Preti-born in Bologna-Italia-on 15/09/1977

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.