Era freddo quella mattina di Gennaio.Ancora buio,quando all’alba,zaino in spalla e D90 al collo(nuova fiammante ancora da “spianare”,come diciamo a Bologna) mi avvicinai per la prima volta a quella che sarebbe diventata “una bella malattia”…Io e Simone,in perlustrazione da giorni in cerca di un’accesso,con in testa un solo pensiero e al collo le nostre macchine fotografiche nuove.Dovevamo entrare.
I campi,il fango e l’erba bagnata di quella mattina fredda di gennaio,subito la sensazione che cio’ che stiamo facendo puo’ essere qualcosa di piacevole.Le prime luci ci fanno scorgere l’accesso:entriamo, e ,tutto sommato, e’ stato piu’ facile del previsto.Ci facciamo largo tra la vegetazione,i primi capannoni di quella che era una importante fabbrica di esplosivi ed il primo,improvviso sorprendente sussulto.Poteva essere la foto del secolo, se avessimo avuto la prontezza di riflessi necessaria in questi casi, ma e’ solo l’inizio e non siamo per nulla preparati:una bella famiglia di caprioli,5 o 6 capi, si fanno largo tra gli arbusti che si sono ripresi cio’che l’uomo aveva costruito e poi abbandonato.Impauriti:l’area dev’essere abbandonata da un po’ se persino gli animali selvatici hanno ripreso a frequentare la zona…
Ci siamo:siamo dentro, davanti a noi il primo capannone.Adrenalina a palla,entriamo.

E’ subito magia:l’aria fresca,il silenzio,la luce ancora fioca,la paura di quello che e’ e di quello che potrebbe essere.I nostri passi rimbombano,riecheggia il rumore delle macerie che smuoviamo ad ogni nostro movimento.Osserviamo,in silenzio chiedendoci cosa fosse qualche anno fa tutto cio’.Immaginiamo,fantastichiamo e soprattuto fotografiamo.Siamo solo all’inizio, e si vede: Simone non ha nemmeno il cavalletto e scatta senza avere il controllo di cio’ che fa.E’ la prima volta che prende in mano una Reflex,ed e’ la prima volta che si avventura in luoghi simili.Io ho il cavalletto, ma la mia D90 e’ un’oggetto ancora sconosciuto,comprata la settimana prima con i soldini di Papa’ Natale.Scattiamo, scattiamo, scattiamo.Per la legge dei numeri, qualcosa dovra’ pur saltar fuori di buono!










Luci,ombre,colori.Polvere,macerie,degrado.Tutto e niente;cio’ che era e cio’ che e’.Cio’che sara’ non sara’ piu’la stessa cosa,non sara’ cio’ che e’ stato o addirittura non ci sara’ piu’.Butteranno giu’ tutto:un centro commerciale?Una nuova zona residenziale?Di sicuro rimarranno queste foto,il ricordo di quel giorno,i pensieri e le sensazioni.Di sicuro la fine della S.I.P.E. e’ l’inizio della mia passione verso l’ABBANDONO.
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